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Venti ultras colpiti da Daspo: qualcuno rischia il processo dopo Imperia-Albenga
20 Marzo 2017 - letto 836 volte

Il derby della tensione, sfociato nel lancio di un fumogeno che ha colpito e ferito un agente a una spalla, il derby super “blindato” dalle forze dell’ordine, il derby Imperia-Albenga che doveva essere «solo una partita di calcio» finirà davanti ai giudici del tribunale.

Da domani, dopo che la Digos di Piazza Duomo ha completato un ricco e un articolato dossier (con tanto di foto e video) su quanto accaduto prima dell’atteso match di sette giorni fa, valido per il campionato ligure di Eccellenza, la Procura si metterà al lavoro. I magistrati imperiesi, di fatti e azioni da esaminare, ne avranno parecchi. E le conseguenze potrebbero essere decisamente più gravi di quanto ipotizzato in un primo tempo. Intanto, dalle scarne notizie che filtrano dalla questura, pare che il tifoso che ha lanciato il fumogeno finito sulla spalla di un poliziotto, costretto poi a ricorrere alle cure del pronto soccorso, sia stato individuato.

Non sarebbe l’unico, il tifoso nerazzurro in questione, a rischiare grosso. L’indagine condotta dagli uomini della Digos, coordinati dal vice questore Alessandro Asturaro, avrebbe infatti individuato anche altri ultras, sia di fede imperiese sia ingauna, protagonisti diretti di episodi e azioni giudicate “pericolose” per l’ordine e la sicurezza pubblica. Una ventina sarebbero i tifosi che, a breve, saranno raggiunti dal temutissimo, per loro, Daspo (Divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive). Sulla testa di alcuni, inoltre, sarebbe stata avviata un’azione penale. Secondo indiscrezioni, la Digos ha deciso di aprire un fascicolo a carico di un gruppo di supporter la cui condotta, nel “bollente” pomeriggio del derby, potrebbe avere risvolti penali.

Una sessantina tra poliziotti e carabinieri (con l’ausilio della polizia locale), avevano presidiato l’antistadio e le vie di accesso al campo già da metà mattinata. I timori della vigilia di prefetto e questore, che avevano convocato una riunione straordinaria, presenti i dirigenti delle due società calcistiche, si sono rivelati, a posteriori, fondati. E proprio grazie alla massiccia presenta di tutori dell’ordine - le due tifoserie, divise da una storica rivalità - non sono venute a contatto nonostante qualche tentativo di sforzare il cordone di sicurezza ci sia stato.

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